Andria è una città di oltre 100.000 abitanti con un territorio che si estende su una superficie di 408 kmdi cui una parte circa 12.000 ettari è compresa nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia con colline che raggiungono i 600 mt. di altezza s.l.m..

Proprio dal cuore della Murgia nord barese della Puglia, su una collina dominata dall’imponente Castel del Monte caro a Federico II che guarda verso Andria con il suo caratteristico paesaggio olivicolo rappresentato da oltre 13.000 ettari e oltre 3 milioni di piante d’olivo, nasce il Consorzio olivicolo “Oro di Andria” allo scopo di promuovere e valorizzare l’olio extravergine specificatamente ed unicamente prodotto da olive della cultivar “Coratina” dal caratteristico fruttato, amaro e piccante.

Andria con 24 frantoi rappresenta la principale piazza di riferimento della produzione olivicola e olearia a livello non solo regionale ma addirittura a livello nazionale con una produzione media di olio pari a circa 14.000 tonnellate che corrispondono all’incirca al 50% della produzione provinciale, al 9% di quella regionale e intorno al 4% di quella nazionale.

Andria, città dell’olio extravergine di oliva con la sua tipica cv. “coratina”, della famosa  burrata inventata nei primi anni del 1900 da Lorenzo Bianchino Chieppa e dei tipici confetti ideati da Nicola Mucci nel 1894, è una ridente cittadina dominata dal maniero voluto dall’Imperatore Federico II nel XII, meglio conosciuto come Castel del monte.

Il Castello, riconosciuto Patrimonio UNESCO, si erge su una collina  in piena murgia  a 541 m. sul livello del mare, come una corona turrita avente una forma ottagonale, con otto torri anch’esse ottogonali in un intreccio armonico delle culture romanica, gotica e islamica.

Delle origini di Andria vi sono tracce che fanno presagire che esista fin dalla preistoria, forse fondata dai Greci ed in particolare dal greco Diomede, eroe della guerra di Troia, dalla cui isola natia (Andros) si suppone sia derivato il nome di Andria.

Tracce di un insediamento preistorico in effetti esistono su una collina pre-murgiana denominata Santa Barbara (260 s.l.m.), tanto da ipotizzare una sua correlazione con la città di  “Netion”,  menzionata da Strabone di Amasia, noto storico e geografo greco vissuto nel I secolo a.C. e da Orazio.

L’ubicazione di Netion nei secoli è rimasta un vero e proprio rompicapo per gli studiosi. Ma da quanto si rileva perlustrando Monte Santa Barbara non è difficile supporre che quello fosse il luogo di un insediamento atteso che nelle vicinanze insiste anche una necropoli.

“Netion”, come i centri di Ruvo, Canosa, Bitonto, Ceglie, disposti lungo la fascia mediana della premurgia, cioè tra la costa e le colline delle Murge, doveva essere una città di origine Illirico Iapigia la cui fondazione pare risalga a circa l’VIII secolo a.C..

In epoca romana era molto probabilmente una stazione della via Traiana, con il nome di “Rudas” citata sulla tabula Peutingeriana.

Andria acquistò importanza in epoca bizantina quale residenza di monaci basiliani, cacciati dall’oriente durante la lotta iconoclastica dei secc. VIII e IX che hanno lasciato interessanti ipogei tufacei, ancora oggi visitabili, come le Chiese di S. Maria dei Miracoli, dell’Altomare, di Gesù della Misericordia e di Santa Croce.

Nel 1046 Pietro I Normanno dette origine all’agglomerato urbano elevandola a “civitas” circondandola di mura con 12 torri di guardia e una rocca di difesa, i cui resti sono ancora visibili nei pressi di Porta Castello. Sotto il dominio dei Normanni nel 1073 divenne “Contea” e fu elevata a Sede Vescovile con San Riccardo inglese, patrono della città. Ai normanni nel XII secolo successero gli Svevi sotto i quali, con Federico II, accrebbe valore grazie alla sua fedeltà, favorendone lo sviluppo con privilegi ed esenzioni fiscali.

Federico II la elesse  a sua residenza e per questo, sopra una delle colline più alte del territorio murgiano, fece costruire Castel del Monte.

Andria divenne contea  angioina, dal 1305 quando fu data in dote dal Re Carlo II d’Angiò alla figlia Beatrice, andata sposa a Bertrando dei Conti del Balzo. Sotto i del Balzo Andria fu elevata a Ducato e nel 1350 subì un disastroso assedio con incendi, distruzioni e morti, da parte di mercenari tedeschi e lombardi al seguito dell’esercito ungherese.

Andria fu feudo degli Orsini, poi di Consalvo di Cordova, infine dei Duchi Carafa, sotto i quali, nel 1799 subì un’assedio con distruzione, incendi e stragi.

Incorporata nel Regno delle due Sicilie, seguì le sorti di questo fino all’Unità d’Italia eleggendo Garibaldi  primo deputato della città.

Alla fine della seconda guerra mondiale con l’Italia liberata dalle forze alleate anglo-americane, Andria fu interessata da una vera e propria rivolta civile sfociata nella tragica giornata del 6 marzo 1946 caratterizzata dal martirio delle sorelle Luisa e Carolina Porro.

IL BORGO DI MONTEGROSSO

L’attuale villaggio di Montegrosso venne realizzato agli inizi degli anni 30 su iniziativa del Ministero dell’Agricoltura del Governo fascista e dall’Opera nazionale Combattenti, intorno allo “iazzo” (ricovero per greggi).

Il borgo di Montegrosso prende il nome dalla collina omonima che la sovrasta dall’alto dei suoi 397 ed è ubicato a 18 km. dalla città di Andria.

Fu centro di raccolta e deposito della produzione cerealicola della zona.

In passato Montegrosso fu interessata dalla Transumanza di cui vi è traccia nell’affresco murale esistente nel palazzo rinascimentale del Duca Belgioioso che originariamente era costituito da un unico piano, chiamato “Torre”, mentre oggi è composto da due piani, al cui interno è conservato un affresco che attesta le proprietà del Duca Belgioioso.

Il borgo di Montegrosso attualmente ospita diverse decine di nuclei famigliari e si distingue per la presenza di attività per la ristorazione tra le quali la tipica osteria “Antichi sapori” di Pietro Zito.

LA PRODUZIONE TIPICA

L’olio extravergine di oliva tipico di Andria è quello prodotto con olive della varietà “coratina” dal caratteristico pizzicore che prende alla gola, sinonimo di genuinità e autenticità dell’olio, dovuto alla forte presenza di polifenoli che migliorano la resistenza all’ossidazione rendendolo il più longevo tra gli olii extravergine di oliva.

Questa caratteristica associata ad un basso tenore in acido palmidico e linoleico ed un elevato contenuto di acido oleico (acido monoinsaturo), rispetto agli olii di altre varietà, gli conferisce il titolo di “fruttato di Andria”.

L’olio extravergine di oliva di coratina da tempo si è conquistato il primato di olio fruttato grazie al suo spiccato aroma, al gusto di oliva fresca e al colore decisamente verde, oltre che alla caratteristica resistenza all’irrancidimento.

Le peculiarità dell’olio extravergine prodotto in particolare dalla varietà coratina, sono il pilastro della dieta mediterranea  grazie al suo valore biologico e salutistico specie se esente da pesticida.

Notevoli sono i benefici che derivano dal consumo di olio, specie se crudo, nello sviluppo del bambino per la sua composizione acidica che lo rende molto vicino al grasso del latte materno; nelle malattie cardiovascolari; nella prevenzione di fenomeni dell’invecchiamento, dovuto al basso contenuto di grassi polinsaturi a favore dei monoinsaturi.

Inoltre l’olio extravergine di oliva prodotto dalla varietà “coratina”, ha un’elevata digeribilità; favorisce la protezione delle mucose dello stomaco; agisce positivamente nelle malattie delle vie biliari; assicura al corpo la giusta dose di acido linoleico, non intasa arterie in quanto riduce l’eccesso di colesterolo nel sangue, permette il più elevato assorbimento di vitamine, in particolare della vitamina E; svolge sull’intestino un’azione di regolazione sulla peristalsi, ecc..

Il vino prodotto nell’agro di Andria Castel del Monte D.O.C., da vitigni autoctoni, si distingue soprattutto per la produzione del rosso “Nero di Troia”, rosato “Bombino Nero” e bianco “Pampanuto” e “Bombino bianco”, grazie ad alcune aziende vitivinicole che negli ultimi anni hanno caratterizzato le loro produzioni puntando sulla qualità.

La burrata è il vanto dell’arte casearia andriese, grazie all’invenzione dell’andriese Lorenzo Bianchino Chieppa, negli anni ’20, nella masseria Piana Padula presso Castel del Monte, dove si lavoravano le manteche (formaggi di pasta filata leggermente stagionati ripieni di burro). Lorenzo Bianchino Chiappa, ebbe l’idea di creare una specie di fiasco per conservarvi all’interno, con la panna, la mozzarella sfilacciata (detta stracciatella). Inizialmente la produzione della burrata consisteva nel soffiare con energia la pasta della mozzarella fresca in modo da ottenere una specie di fiaschetta. Successivamente la famiglia Chiappa perfezionò un compressore che consentì di ottenere lo stesso effetto, garantendo una migliore igiene.

La burrata è un formaggio speciale fresco a pasta filata molle costituito da un sottilissimo involucro di pasta filata di latte vaccino farcito con mozzarella sfilacciata e panna fresca.

L’involucro è tradizionalmente rivestito con foglie verdi di asfodelo. Ancora oggi il procedimento seguito è rimasto identico ma con il vantaggio dell’innovazione tecnologica che garantisce qualità e igiene.

I confetti sono l’altra produzione caratteristica della città di Andria grazie a Nicola Mucci che alla fine del 1800 ne avviò la produzione molto apprezzata con diverse specialità come i fruttini decorati ripieni di pasta di mandorle profumata alla vaniglia, tenerissime praline al cioccolato con il cuore di nocciole, mandorle, arance candite, crema caffè, uvetta alla grappa, oltre ai confetti di mandorla “avola”.

Il Mandorlaccio e il dolce di mandorla sono i dolci giunti fino ai nostri giorni da tempi remotissimi. Le pasticcerie lo propongono, senza tradirne lo spirito popolare, realizzando in impasto di mandorle tritate e miele. E’ leggero, profumato, raffinato, adatto a chiudere il pranzo ma anche da offrire agli ospiti o da gustare durante una serata con gli amici. Da ricordare anche i dolci di pasta reale, le “rose” al vincotto e miele e  i mostaccioli al cacao.